Rurouni Kenshin

20 Gen

“La spada è un’arma. L’arte della spada è l’arte di uccidere.

Eppure voglio credere che la spada possa essere usata solo per proteggere la vita.”

 

L’altro giorno ho guardato il film Rurouni Kenshin, tratto dal fumetto/anime Kenshin il Vagabondo. Ero curiosa di come potevano portare questa opera sul grande schermo. Il film segue abbastanza fedelmente le avventure dei primi capitoli del manga. Di solito quando un opera si porta nel grande schermo, esce un minestrone di cose che non si capisce nulla, e chi ha letto/guardato l’opera rimane disgustato. Anche se nel l’opera originale non tutto si può traferire, nella pellicola per le tempistiche del film (se no il film viene lungo 20 ore O.O). Il film mi è piaciuto molto, ha un senso logico anche per chi sente parlare, per la prima volta dell’opera di Kenshin . Sono rimasta anche molto sorpresa nel cast degli attori, dal mio umile punto di vista  hanno interpretato molto bene i personaggi, soprattutto  Takeru Satō che interpreta il protagonista. Per quanto un attore legga il copione e interpreta, il personaggio che li hanno dato,  è riuscito ad esprimere al meglio, tutte le sfacciature. Per me è stato anche azzeccato, come attore, sono sincera non avrei visto altri attori, se non lui, e non lo dico perché è un bel ragazzo anzi  come attore  è molto valido. Avevo già avuto l’ opportunità di vedere Takeru, nel dorama Mei-chan no shitsuji,  che interpretava  Shibata Kento , ma era un personaggio secondario. Come avevo citato prima Takeru a parte essere un bel ragazzo ha un sorriso, veramente ma veramente dolce.

La storia ruota al protagonista Battōsai Himura (parzialmente basato sul personaggio storico dell’hitokiri Kawakami Gensai), spietato assassino, che a metà 1800 contribuì alla fine dello Shogunato Tokugawa, sul trono da 200 anni, e all’avvento del periodo Meiji. In seguito all’insediamento del nuovo governo, Battōsai scompare per tornare sotto nuovo nome: Kenshin. Ora viaggia con una “sakabato” (la lama della katana, con un solo filo, anziché essere rivolta verso l’avversario, risiede sul lato opposto), e il suo obiettivo sta nel proteggere le persone che incontra dalle ingiustizie. Nel suo viaggio, Kenshin si troverà coinvolto in combattimenti con samurai che non apprezzano il nuovo stile di vita pacifico (nella nuova era Meiji non è più permesso nemmeno a un samurai di portare la spada) e in complotti che cercano di restaurare la vecchia società feudale.

Ciao Chaki

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